Ciao, mi sentite?
Hey!
Mi sentite parlare?
Come? Mi sentite e non mi vedete?
Vi state chiedendo da dove arriva questa vocina?
Ma che domande! Arriva da me!
Sono io, sono quella arrotolata sul comodino!
Suvvia, mi avrete visto mille volte! Attaccata a qualche telefono, o diffondere musica da un lettore mp3.
Sicuramente mi avete visto in giro, in treno, in aereo, in strada.
Nelle giornate di sole in spiaggia o nelle notti fredde in giro per il mondo.
Mi avrete sicuramente visto.
Qualche volta attaccata al mixer di qualche club mentre tutti intorno ballavano, bevevano, mentre nascevano nuove storie d’amore.
Mi avrete vista poggiata su qualsiasi superfice, materiale o talvolta non mi avrete notata, perchè ero nascosta in qualche tasca o in uno zaino o forse in borsa.
Io, campionessa di contorsionismo, di morbidezza…
Dentro di me scorre la musica e attraverso di me fluiscono le emozioni.
Io ci sono sempre stata quando eravate tristi e quando eravate allegri.
Mi avete tirata, strattonata, attorcigliata, buttata via distrattamente.
A volte mi avete anche divisa, ricordate? Durante una gita con la persona amata o in viaggio con un amico. Su quell’autobus ad esempio vi ho a mio modo avvicinati, innamorati. Vi siete sentiti parte di un’unica emozione anche se è durata solo il tempo di una canzone.
E che dire di quando attraverso di me ascoltavate la voce della persona del vostro cuore? Quella voce calda, vibrante che vi sucitava così tante emozioni, ma sapeva anche calmarvi, farvi tornare bambini, rendervi felici.
Vi ho portato notizie, novità, vi ho messo al corrente degli eventi.
Vi ho fatto riascoltare tante, tantissime volte quelle melodie che vi emozionavano. E poi ancora ed ancora e poi di nuovo ancora. Tutti quei suoni che provenivano da altri paesi, altre culture, altri mondi… la dolcezza della fisarmonica dei Balcani, i bassi profondi di Londra, il grido feroce delle 309 di Detroit, il sole della Jamaica.
Tutto questo lo avete assorbito, goduto, “avuto” attraverso me.
Per questo vi prego, la prossima volta, abbiate riguardo per me… non trattatemi come un semplice “cavetto colorato”.
Io sono la vostra cuffia, merito rispetto.
Io sono parte del vostro mondo.
Il vostro mondo passa anche attraverso me.

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