C’è un paese nel sud dell’Italia, in Campania, che è conosciuto in tutto il mondo: il suo nome è Sarno ed è purtroppo noto alle cronache solo per la devastante frana che nel maggio del 1998 cancellò una parte della frazione di Episcopio uccidendo centinaia di persone. Quel paesino in realtà, appartato e discreto, incastonato nel cuore dell’agro nocerino-sarnese ha molto da offrire.

Appena defilato dalle mete turistiche più blasonate, Sarno dista da queste solo pochi chilometri. In meno di mezz’ora di macchina sono facilmente raggiungibili Pompei, Salerno e la Costiera Amalfitana, Napoli e Sorrento. L’avellinese ed il verdissimo beneventano distano solo qualche chilometro in più.

Pieno di sole e di colori, di profumi e di vita, con un pittoresco borgo medievale, merita senz’altro un giorno del vostro tempo per una visita.
Adagiato sopra le sorgenti del fiume Sarno (da cui prende appunto il nome), ricco di acqua e con un’estesa campagna che lo circonda, Sarno è anche dominato da una verde e prosperosa collina rocciosa sulla quale ancora si possono scorgere i resti del castello aragonese di epoca medievale ed il borgo antico di Terravecchia, che da queste parti viene amichevolmente chiamato “San Matteo”, dal nome della chiesa intitolata all’omonimo santo che in qualche modo lo domina e lo governa.

Arrampicarsi per le vecchie scale di questo borgo è una piacevole passeggiata e la breve fatica viene ampiamente ripagata dalla vista che si gode una volta arrivati in cima: con un solo colpo d’occhio potrete ammirare alcuni tra i tesori più preziosi di questa parte d’Italia. Volgete lo sguardo a sinistra e vi troverete di fronte la catena dei Monti Lattari che nascondono e proteggono la spettacolare Costiera Amalfitana, guardate dritti davanti a voi e vi perderete nell’incanto dell’agro nocerino-sarnese, che termina direttamente nel golfo di Castellammare di Stabia, a metà strada tra Napoli e Sorrento e infine giratevi verso destra per ammirare il possente profilo del Vesuvio. Da qui, nei giorni particolarmente tersi sia estivi che invernali, non è raro riuscire a scorgere la cupola del Santuario di Pompei o il mare che si fonde con l’orizzonte.

Scendendo verso il centro storico e camminando lungo le vecchie strade, non potrete fare a meno di notare come tutto da queste parti trasudi semplicità e tradizione: dai profumi di cibo sparsi per l’aria ai colori vivaci, tutto concorre a creare un’insieme unico che trae ispirazione da questa terra a metà strada tra il mare e i monti.

Visitate pure la chiesa delle “Tre Corone” nella quale si trova L’immacolata Concezione (la statua della madonna che viene portata in processione durante la festa dell’immacolata l’8 di dicembre) o una delle altre innumerevoli chiesette disseminate per tutto il centro cittadino per assaporare un pò’ della storia e delle tradizioni di questo paese.

Fermatevi davanti ad una delle decine di “Edicole” (effigi sacre incastonate in una nicchia lungo le strade) ed ammirate quanta devozione viene profusa dai cittadini verso tutto ciò che rappresenta il sacro.

Fate un giro al “Museo Nazionale della Valle del Sarno” allestito nel meraviglioso palazzo Capua di epoca settecentesca per capire quanto antica sia la storia di questi luoghi e come si snodi nell’arco dei secoli.

Visitare il centro storico nel periodo pasquale o natalizio poi vi catapulterà in una sorta di luogo etereo dove il tempo pare essersi fermato. Dai riti pasquali dei “Paputi” o “Croci” durante i quali i canti delle varie congregazioni vi faranno venire la pelle d’oca, all’atmosfera napoletana tipica dei presepi che vengono allestiti nel periodo natalizio che vi farà tornare di colpo bambini.

La piccola e graziosa Villa Comunale merita poi una visita per assaggiare la purezza e le freschezza delle acque del fiume che purtroppo, poco più avanti diventa uno dei più inquinati d’Europa. Qui invece, praticamente sopra una delle sorgenti del Sarno è cristallina e potabile. Fino a qualche anno fa era anche possibile assaggiare l’acqua “sulfurea”, una particolare acqua filtrata attraverso pietre laviche contenenti un’altissima concentrazione di zolfo che le conferivano il caratteristico sapore e che era considerata dagli abitanti “acqua miracolosa”. La sua estrazione oggi è purtroppo soppressa e l’impianto termale presente in zona è stato chiuso.

Passeggiando per il centro attraversate i giardini pubblici detti “Villette”, unica zona cittadina chiusa al traffico e dirigetevi verso il “Rettifilo”, corso principale che taglia in due la città e vi conduce direttamente verso la piazza del muinicipio, splendido edificio in stile pompeiano con annessa la chiesa di San Francesco e la sua coloratissima cupola. Qui capeggia inoltre la statua dedicata a Mariano Abignente, uno dei 13 partecipanti alla famigerata “Disfida di Barletta” che ha, appunto origini sarnesi.

Continuate tranquilli il vostro giro per il centro storico e non smettete di guardarvi intorno: antichi cortili, pittoresche botteghe e bizzarri personaggi faranno da cornice alla vostra permanenza qui.

Dirigetevi verso Piazza Garibaldi dove potrete ammirare Palazzo Napoli e, dietro la statua dedicata ai martiri di guerra, le vecchie “Filande”, purtroppo non più visitabili. Le Filande di Sarno sono una parte degli stabilimenti nei quali durante il secolo scorso venivano prodotti filati e tessuti. Per molti anni Sarno e’ stata famosa in tutta europa proprio per la sua produzione di alta qualità e i tessuti qui fabbricati e lavorati, grazie alla ricchezza di acqua, erano molto ricercati nelle corti più prestigiose.

Visto che siete in zona, se avete fame, è d’obbligo una fermata alla storica trattoria “O’ Romano“. Lasciatevi coccolare dall’ambiente casalingo e dalla gentilezza dei proprietari. Qui il mitico Gaetano preparerà per voi alcuni dei piatti più famosi della tradizione culinaria della zona: dallo stoccafisso alle mescite, dai fusilli con il ragù di braciola di capra alla frittata di gamberetti di fiume, anguille e salumi… tutto di grande qualità e cucinato proprio come avrebbe fatto vostra nonna se fosse nata da queste parti.

Dopo avere assaggiato le prelibatezze della cucina locale, potete spostarvi nella vicina frazione di “Foce” che, a dispetto del nome si trova su un’altra delle sorgenti del fiume Sarno e spendere qualche ora tra una visita allo splendido “Santuario della Madonna della Foce” e una passeggiata nel “Parco 5 sensi” (verificate giorni ed orari di apertura) o lungo il fiume nel parco fluviale, godendovi la pace e la tranquillità di questa remota frazione.

Che decidiate di dedicare una giornata a visitarlo o lo scegliate come base di partenza per un tour verso le mete più famose della Campania, Sarno non vi deluderà e saprà regalarvi colori, sapori e quel mix di semplicità e spensieratezza che solo nel sud Italia si può ancora trovare. E’ uno di quei tesori di cui l’Italia è ricca, ma che purtroppo non può contare su un adeguata promozione da parte delle amministrazioni locali e degli enti turistici. A voi il gusto di scoprirlo e di coglierne piccoli segreti e grande bellezza.

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