Musica consigliata: Marlene Kunz – La ballata degli ignavi

Gli ignavi sono i peccatori incontrati da Dante Alighieri nell’Antinferno, ben descritti e denigrati nel Canto III dell’Inferno all’interno della Divina Commedia.

Queste persone sono condannati dal sommo poeta, poichè durante la loro vita non hanno mai agito né nel bene né nel male, senza mai osare avere una idea propria, ma limitandosi ad adeguarsi sempre a quella del più forte.

Dante li inserisce qui perché li giudica indegni di meritare sia le gioie del Paradiso, sia le pene dell’Inferno, a causa proprio del loro non essersi schierati né a favore del bene, né a favore del male. Sono costretti a girare nudi per l’eternità inseguendo una insegna – che corre velocissima e gira su se stessa – punti e feriti da vespe e mosconi. Il loro sangue, mescolato alle loro lacrime, viene succhiato da fastidiosi vermi.

Nessuna descrizione avrebbe potuto dipingere meglio tali inutili persone. Inutili sono state in vita e Dante presume che inutili saranno anche da morte. Persone che non meritano il bene, ma nemmeno il male, tuttalpiù meritano eterna e sterile indifferenza.
E se ti guardi intorno il mondo ne è pieno.

I politici ad esempio: quelli che cambiano partito a seconda di chi è il vincitore, che cambiano opinione a seconda della convenienza: prima tutti aperti alla solidarietà verso lo straniero, poi tutti xenofobi quando l’albanese senza permesso di soggiorno ruba un filone di pane al supermercato perché non ha da mangiare, per non parlare di quelli che non sanno decidersi fra destra e sinistra… loro sono forse gli ignavi più famosi.

Ignavo è il tuo collega che finge di capirti quando parli dei problemi del lavoro, che ti appoggia e ti spalleggia quando esponi le tue tesi anche ad altri colleghi, che si vorrebbe fare in quattro per seguirti nella battaglia, ma che poi quando ci si trova faccia a faccia con il capufficio non dice una parola, poi cominica ad assentire con la testa, infine abbraccia la tesi del capo per rimangiarsi tutto quello che aveva detto fino a poco prima di entrare e ti lascia da solo ad esporti e prenderti le responsabilità. Perché non ha le palle ne il carattere di mettersi contro il capufficio. Ecco, quello è un ignavo. (ok, è anche un pò viscido, ma soprattutto ignavo).

Ignava è la tua ex che se la fa con un altro e non ha il coraggio di dirtelo e cerca qualsiasi modo infantile per litigare e poi, quando tu lo scopri, si affanna a convincerti che quella storia è cominciata proprio il giorno dopo che avete litigato, del tutto casualmente e via con frasi da manuale che vanno dal “mi sento così bene con lui che è come se ci stessi da sempre” al ” lui è così buono e non ha mai amato una donna prima di me”. Che poi sono le stesse identiche che diceva a te. Che poi sono le stesse identiche che diceva ai suoi ex quando ti raccontava di loro. Che poi in realtà non le frega un cazzo ne di te, nel del prossimo, ma deve dimostrare a tutti che anche lei ha un fidanzato, che anche lei si può sposare, che anche lei è felice. Perchè il mondo intorno a lei così vuole. E tutto finisce con un “è meglio se non ci sentiamo più… sai… per rispetto di lui” (e il rispetto di ME?). Ma si sa, dalle sue parti funziona così e lei deve sottostare alle leggi degli ALTRI, perchè non ha ne palle ne carattere, anche se ti ha sempre giurato e spergiurato, fino alla sera prima che “su di me puoi sempre contare… di qualsiasi cosa tu abbia bisogno, cercami ed io mi metterò subito in contatto con te”. E allora capisci di essere solo il povero stronzo che per lei c’è stato SEMPRE, nel bene e nel male, mentre lei dopo anni che vi conoscete ti butta via come se tra voi non ci fosse mai stato nulla. Neanche un mese prima ti chiama “bimbo” e vuole addirittura tatuarsi addosso qualcosa che ti appartiene ed ora sparisce nel nulla in un momento… forse… perchè quando te ne sei fatto una ragione ed hai cancellato tutti i suoi contatti, ti accorgi che lei viene a spiarti in tutta internet e a leggere quello che scrivi per vedere cosa combini e se sei felice. E se sei felice allora vuol dire che non ci tenevi a lei e quindi ha fatto bene a mollarti, ma se stai male, allora sei un depresso e cagionevole di salute e quindi ha fatto bene a mollarti. Ecco, quella è un’ignava (ok, è anche pò zoccola, ma soprattutto ignava).

Ignavo è il tuo amico che ti fomenta durante lo sviluppo di un progetto, ti convince a puntarci sopra tutto quello che hai, ti dice che hai ragione, che è proprio come la pensi tu. Ore ed ore di lavoro… giorni chiuso in quattro mura a sviluppare qualcosa di grande e tanto tempo sottratto alla tua salute e poi quando arriva il momento di presentarlo al cliente si parte con i “però lui mi ha detto che…”, “sai forse è meglio che…”. Perche non ha le palle ne il carattere di portare avanti un’idea, di imporre i propri standard, di farsi rispettare da qualcuno. Ecco, quello è un ignavo (ok, è anche un pò stronzo, ma soprattutto ignavo)

Ignavi sono quelli che non prendono posizione per non rischiare, che cercano di essere carini e simpatici con chiunque per paura di un giudizio. Quelli che seguono il più forte o il più potente per non perdere e non hanno la forza di uscire dal proprio rifugio fortificato e di esporsi alla luce del sole. Ignavi sono coloro che davanti un ostacolo si fermano dicendo: “Tanto ci penserà qualcun altro”. Sono quelli che davanti al pestaggio di una persona restano immobili, senza agire, senza tentare di frenare l’aggressione, semplicemente intenti a guardare la scena. Sono tutte le persone che si lamentano del proprio paese, del proprio governo, del proprio futuro incerto e anziché pensare come possano contribuire alla situazione dicono: “non è un problema mio”. Quelli che che non si sforzano nemmeno di scegliere il proprio genere musicale, che non coltivano i propri gusti, le loro ambizioni, semplicemente si adattano alle mode del momento.

Gli ignavi sono quelli che credono di essere felici, perché il mondo intorno a loro glielo fa credere, ma felici non lo saranno mai, o forse avrebbero potuto esserlo, ma si sono fatti scappare l’occasione.

Sono pericolosi, perché ti fanno credere che tutto va nella loro direzione, perché “fanno tutti così”.

Gli ignavi si meritano di restare in mezzo ai vermi, esattamente dove li ha posizionati Dante e non meritano ne amore, ne odio… solo indifferenza. Rimarranno relegati al passato, ricordi sfocati… sagome incerte… qualcosa che è stato nella tua vita, ma a cui tutto sommato non vuoi dedicare altre energie per ricordarlo. Si spegnerà presto e lascerà spazio a qualcosa di meglio.

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